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Le spese e il tenore di vita sono al centro della strategia dell'amministrazione finanziaria per individuare l'effettiva capacità contributiva del contribuente persona fisica.
L'obiettivo, supportato da numerose fonti di informazioni incrociabili tra loro e da banche dati sempre più sofisticate, è sostenuto da un quadro normativo più incisivo e da tre strumenti di accertamento completamente rinnovati e adattati ai nuovi scopi:
a) lo spesometro,
b) l'accertamento sintetico e
c) il redditometro.
Spesometro. Contenuto nell'articolo 21 del decreto legge 78/2010, cerca di monitorare con attenzione le spese sostenute dalle persone fisiche già nella fase di effettuazione. È a regime dal 1.7.2011; da tale epoca, commercianti ed esercenti devono chiedere il codice fiscale ai clienti tutte le volte che emetteranno uno scontrino o ricevuta superiori a 3.600 euro.
Redditometro e accertamento sintetico. Sono contenuti entrambi nell'articolo 38 del D.P.R. n. 600/73 e integrati dallo stesso D.L. 78/2010, e cercano di incrociare i dati di spesa già a disposizione del Fisco, al fine di dedurre la capacità contributiva del contribuente (l'obiettivo è la "ricostruzione" dell'ammontare di reddito disponibile della persona fisica, riferito ad un dato periodo, al fine di confrontarlo con quanto effettivamente riportato nella dichiarazione dei redditi del contribuente). |